2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Indebolimento del campo magnetico e inversione dei poli


Nel 1600 il fisico inglese William Gilbert nel De Magnete ha affermato che "l'intera Terra è un grande magnete" il cui campo agisce sull'ago della bussola orientandolo in direzione nord-sud. Ma si è presto scoperto che questo campo magnetico non è sempre uguale a se stesso: nel XVIII secolo l'astronomo Edmond Halley ha costatato il mutamento di certe sue caratteristiche, registrando uno spostamento dell'asse verso ovest. Nel 1832 Carl Friedrich Gauss è arrivato per primo a calcolare in termini matematici le linee di forza del campo magnetico terrestre.
Secondo la geologia tradizionale il campo magnetico terrestre, o magnetosfera, è generato dalla rotazione del nucleo del pianeta, un miscuglio di ferro fuso e solido che crea questo gigantesco campo elettromagnetico che emerge dai poli e si estende a una grande distanza nell'atmosfera contribuendo alla formazione di uno scudo protettivo che salvaguarda il pianeta dalle radiazioni nocive provenienti dal cosmo. Proprio per via di tale campo magnetico la Terra agisce come un'enorme calamita, condizione che permette appunto il funzionamento della bussola, la cui direzione indica sempre il Polo Nord magnetico. Ma il Polo Nord magnetico non necessariamente coincide con il Polo Nord geografico: mentre i poli geografici sono fissi, quelli magnetici sono soggetti, come già detto, a un continuo, seppur lento, spostamento.
Nel mondo esistono circa 200 osservatori che monitorizzano l'attività del campo magnetico terrestre: le misurazioni hanno confermato che il magnetismo terrestre è dinamico e vivo; e che, per cause che non sono state ancora pienamente comprese, i due poli ciclicamente arrivano addirittura a scambiarsi. Attualmente il Polo Nord, cioè la polarità positiva, è diretto verso il Polo Sud geografico.

Un articolo del 1969 della rivista "Science" asserisce che negli ultimi 76 milioni di anni tale inversione si verificata 171 volte, 14 delle quali negli ultimi 4,5 milioni di anni. I geologi sono giunti a questa conclusione attraverso l'analisi delle rocce: esaminando la disposizione delle particelle di ossido di ferro negli strati di lava che si sono depositati e raffreddati in ere diverse, hanno potuto ricostruire l'andamento alterno del magnetismo terrestre; quando le rocce si raffreddano, le minuscole particelle magnetiche interne si allineano infatti con il campo magnetico terrestre, immortalando sulla pietra l'ago della bussola delle diverse ere.
Studi sui sedimenti estratti dai fondali oceanici indicano che i poli magnetici si sono invertiti per l'ultima volta circa 780.000 anni fa. Per i successivi 1000 anni i campioni magnetici risultano orientati in tutte le direzioni, per poi allinearsi secondo l'orientamento nord-sud. Si è a lungo ritenuto che l'inversione richiedesse centinaia di anni, anni di transizione caratterizzati appunto da poli magnetici multipli.



L'analisi delle rocce vulcaniche della Steens Mountain ha mostrato che questo non è per forza vero: l'inversione può verificarsi anche molto velocemente, persino di 6 gradi al giorno. Al ritmo di 6 gradi al giorno un'inversione completa, quindi un'inversione di 180 gradi, può non richiedere che 30 giorni.
Ulteriori studi rivelano che più il campo magnetico si indebolisce, più il suo indebolimento accelera.
Proprio in questi ultimi tempi sembra che i poli si stiano muovendo assai rapidamente, spostandosi attraverso il Canada settentrionale e l'Antartide alla velocità di 20 o anche 30 chilometri all'anno. Ed è per questo che, nel 2006, gli scienziati hanno concordato nel ritenere, sulla base dei dati satellitari e delle misurazioni terrestri dirette, che ci troviamo attualmente nelle prime fasi di un'inversione magnetica che condurrà a uno spostamento dei poli.

In un'intervista rilasciata da Gregg Braden, autore di bestseller internazionali che collegano la saggezza del passato con la scienza e la tecnologia del presente, questi ha dichiarato:
"Ho studiato per diventare geologo e ho una laurea in Scienze della Terra. Ricordo che già negli anni Settanta, lavorando seduto davanti al mio computer che elaborava dati certi, notai due tendenze dei campi magnetici terrestri, che di fatto oggi sono molto diversi rispetto ad allora: da una parte, la forza dei campi magnetici stava diminuendo, mentre, dall'altra, i poli magnetici nord e sud si stavano spostando. Il fatto che i poli cambino posizione è da tempo noto alla scienza con il termine "spostamento dei poli". Ma la novità è che oggi lo spostamento avviene in maniera molto rapida. Prendiamo per esempio il caso della FAA, la Federal Aviation Administration. La possibilità di volare in aereo esiste da appena 70-80 anni, e la navigazione si basa sulla posizione dei poli magnetici nord e sud. Per questo i regolamenti FAA prevedono che, se i poli si spostano più di cinque gradi, è necessario rinumerare le mappe aeree e i segnali delle piste di atterraggio di tutto il mondo, poiché altrimenti risulterebbero inesatti. Proprio questo ha cominciato a verificarsi nel 1996: l'aeroporto del Minnesota è stato il primo negli Stati Uniti a dover rinumerare i gradi magnetici sulle piste di decollo a causa dello spostamento dei poli".
Abbiamo detto che l'inversione dei campi magnetici è un processo di carattere ciclico e abbiamo detto che essa non avviene a intervalli regolari: di conseguenza non è possibile stabilire con certezza quando avverrà la prossima inversione. Non è possibile prevedere una data ma è possibile riconoscere dei sintomi. Gli studiosi hanno infatti costatato alcuni elementi molto precisi che sembrano ricorrere in prossimità dell'inversione: improvvisi cambiamenti atmosferici e un rapido indebolimento del campo magnetico terrestre.
Tutti fenomeni che si stanno attualmente verificando.

I geologi sostengono che siamo arrivati al punto più basso del magnetismo terrestre degli ultimi 2000 anni: i rilevamenti mostrano che la forza del campo magnetico diminuisce costantemente e si è ormai ridotta del 38 per cento. Questo calo, come previsto, sta crescendo in maniera esponenziale.
Dunque, continuando di questo passo, è possibile ipotizzare che l'inversione sia imminente.
Ma l'indebolimento del campo magnetico terrestre e l'inversione dei suoi poli non è solo un dato di interesse scientifico: è un dato che potrebbe incidere profondamente sulla vita di tutti noi.



Uno dei ruoli principali della magnetosfera è, infatti, quello di agire come una sorta di scudo intorno alla Terra, quello di deflettere le radiazioni solari e di incanalarle in fasce che girano in modo innocuo intorno all'atmosfera esterna. Nessun altro dei pianeti a noi vicini ha un campo simile, quanto meno non di entità paragonabile a quello che la Terra ha attualmente. Ed è anche grazie a questo campo elettromagnetico che la vita sul nostro pianeta è possibile.
Siamo portati a credere che quello che abbiamo lo avremo per sempre: non è così.
L'indebolimento del campo magnetico terrestre ridurrebbe l'effetto schermante della magnetosfera, esponendoci alle radiazioni di protoni ed elettroni provenienti dal Sole. Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche per la vita. Ma senza spostarci così in là, limitandoci a guardare il piccolo e vicino, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche anche per la nostra organizzazione sociale: la tecnologia che permea le nostre esistenze si è dovuta sviluppare adattandosi al campo magnetico terrestre e un cambiamento di esso interferirebbe in maniera consistente sui nostri sistemi di navigazione e di comunicazione. Tutto sarebbe da riprogrammare.

I calcoli degli scienziati mostrano che l'inversione sarebbe in ritardo; potrebbe verificarsi da un momento all'altro: agli occhi del cosmo non sarebbe un dramma; sarebbe soltanto naturale... Il problema sarebbe tutto nostro che ci siamo espansi senza tenere conto dei ritmi della vita che ci circonda.
Attualmente si sono già aperte delle fenditure nel campo magnetico terrestre, aree nelle quali si registra un indebolimento fortissimo. La più grande, uno squarcio delle dimensioni di oltre 250.000 chilometri quadrati noto com "Anomalia dell'Atlantico meridionale", si estende sull'oceano fra il Brasile e il Sudafrica. Questo buco, che può benissimo essere il primo di una serie, è, ricordiamolo, una crepa che si spalanca nella corazza che ci ripara dalla radiazione solare e cosmica. Un certo numero di satelliti che hanno attraversato l'Anomalia dell'Atlantico meridionale sono già stati danneggiati dalle radiazioni solari che ormai regolarmente riescono a penetrare.
Il geofisico Pieter Kotze parla di un forte rischio blackout per le reti di alimentazione che forniscono elettricità al mondo intero perché esse, per loro stessa natura, sono molto sensibili alle cariche elettriche delle tempeste solari.

Nella prospettiva concreta di un ulteriore indebolimento del campo magnetico terrestre, torna in mente quanto abbiamo detto a proposito delle piramidi e di una loro facoltà specifica: la facoltà di trattenere, potenziare e sfruttare l'elettromagnetismo del globo terrestre (vedi questo post). Adesso possiamo comprendere meglio l'indizio e l'aiuto che i nostri antenati avrebbero voluto lasciarci...

Approfondisci con:
Il magnetismo terrestre influenza la coscienza umana: la mappa delle correnti magnetiche terrestri
Il campo magnetico terrestre: una certezza?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

la navigazione si basa sulla posizione dei poli magnetici nord e sud MA CHE STRONZATA E' le bussole sugli aerei non ci sono più dai tempi dello spirit of san luis! nessuno usa una bussola in aereo. Mai sentito parlare di GPS, piattaforme inerziali e radiobussole? Per atterrare gli erei non si basano certo sulla bussola, ma un sistema chiamato ILS. Mamma che idiozia. LOOOL

Anonimo ha detto...

ci vogliono far credere che cristo e morto di freddo

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